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TORTA MATSAFAM
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: Si tratta di una torta molto sostanziosa e per questo definita “matsafam” (ammazza fame). Essa è composta da fette di pane raffermo ricoperte di pesche o di pere. Per la sua preparazione si imburra una teglia spolverandola di pane grattato. Il pane raffermo viene tagliato a fette ed immerso nel latte zuccherato; successivamente si dispongono le fette di pane sul fondo e sui bordi della teglia e si ricoprono con delle pesche “da vigna”, oggigiorno quasi introvabili, precedentemente fritte nel burro oppure con delle pere fritte. L’aroma della pesca selvatica è particolarmente gradito e non richiede, pertanto, l’aggiunta di spezie che invece è consigliabile con le pere (un po’ di cannella e di chiodi di garofano). Si ricopre quindi di un altro strato di fette di pane e di pesche o di pere fritte; si spolvera la torta con dello zucchero e si aggiunge qualche ricciolo di burro. Il dolce si mette a cuocere in forno fino a che sulla superficie non si formi una crosta dorata. Questa torta è preferibile consumarla fredda.
ZONA DI PRODUZIONE: La Torta Matsafam viene prodotta in provincia di Biella.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Per la produzione della Torta Matsafam occorrono le normali attrezzature dei laboratori di pasticceria aderenti all’attuale legislazione in materia igienico-sanitaria.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove avviene la produzione della Torta Matsafam sono comuni laboratori di pasticceria in linea con le nuove normative riguardanti l’igiene degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: La Torta Matsafam appartiene all’antica tradizione dolciaria biellese. La ricetta si tramanda di generazione in generazione. In pasticceria, tale dolce è noto come “charlotte”, così chiamato perché la sua forma ricorda la tipica cuffia di Charlotte Corday, celebre personaggio della Rivoluzione francese.
Bibliografia: · Bianca Rosa Gremo Zumaglin, Dalla madia al fuoco del camino, ed Leone Griffa · S. Doglio, Le cose buone del Piemonte: dolci, biscotti e golosità, UCCIAA del Piemonte
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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