TORTA DEL BUSCAJET
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: La Torta del Buscajet è un’antica specialità del Comune di Gaglianico. Gli ingredienti necessari per la sua preparazione sono: · latte, · zucchero, · semolino, · burro, · uvetta, · amaretti, · uova, · buccia di limone. Dopo aver portato il latte in ebollizione, si versa a pioggia il semolino e, mescolando frequentemente, si lascia cuocere per 10 minuti. Fuori dal fuoco si incorpora il burro, l’uvetta (tenuta precedentemente a bagno nel vino bianco), gli amaretti sbriciolati e, quando il composto sia ben raffreddato, si uniscono i tuorli d’uovo ed, infine, le chiare montate a neve ferma. Si unge, poi, una tortiera con burro e la si intonaca con biscotti secchi polverizzati, si versa, quindi, il composto che viene cotto in forno. Un tempo, era considerata una torta molto modesta, poi, si è arricchita ed è diventata una specialità molto gradita. Se tenuta in frigorifero, la conservazione si aggira intorno ai 4/5 giorni.
ZONA DI PRODUZIONE: Attualmente, la Torta del Buscajet viene prodotta in alcune pasticcerie del biellese. In origine, era un prodotto dolciario tipico di Gaglianico (BI).
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Si utilizza la normale attrezzatura da laboratorio di pasticceria.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove avvengono la produzione ed il confezionamento del prodotto sono in linea con l’attuale legislazione in materia igienico sanitaria.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: La ricetta della torta è stata, per parecchio tempo, tenuta rigorosamente segreta dalle cuoche di Gaglianico. Porta questo nome perché, dopo essere stata preparata e prima di essere portata a cuocere nel forno del panettiere, si infilava, nella sua superficie, un rametto (boscajet) personale, in modo da poter, poi, distinguere e riconoscere la propria torta quando, ormai cotta, la si andava a ritirare.
Bibliografia: Bianca Rosa Gremo Zumaglini, Dalla madia al fuoco del camino, ed. Leone Griffa.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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