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TORTA ‘D RAVISCE
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: Gli ingredienti per la preparazione della Torta ‘d Ravisce sono: le foglie, tenere e ancora piccole, di rapa (“ravisce”), una pagnotta rafferma, messa a bagno nel latte e poi leggermente strizzata, due uova, amaretti, uva sultanina, due o tre “mandorle” di pesca, zucchero, sale, lievito e burro. Tutti gli ingredienti vengono impastati in un contenitore fino ad ottenere un composto omogeneo; se l’impasto risultasse molle si deve aggiungere della farina bianca. L’impasto viene disposto su una teglia, si aggiungono dei pezzettini di burro e si inforna. La torta è cotta quando si forma sulla superficie una crosticina dorata.
ZONA DI PRODUZIONE: La Torta ‘d Ravisce veniva prodotta nel comune di Borriana.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Per la produzione della Torta ‘d Ravisce non sono richiesti materiali o attrezzature particolari.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: La Torta ‘d Ravisce potrebbe essere prodotta nei locali delle pasticcerie in regola con l’attuale normativa riguardante l’igiene degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: La Torta ‘d Ravisce è il dolce tradizionale di Borriana, preparato per la festa patronale di San Sulpizio, nella seconda domenica di ottobre. In questo periodo dell’anno, infatti, le rape sono “primaticce” e le foglie sono ancora tenere. Gli anziani del paese, ricordano che, un tempo, alcuni ingredienti per la preparazione della torta erano ridotti al minimo: un uovo, due amaretti, poco zucchero, latte scremato e lievito naturale. Il dolce veniva cotto sotto la pietra del camino, in un buco quadrato che fungeva da forno, oppure nell’antico forno comune della piazza o in quelli delle frazioni. Questa torta è andata in disuso durante la prima guerra mondiale ed è stata sostituita dalla “Torta ‘d San Spisse”, tuttora preparata e del tutto simile al “Palpiton” di Mongrando.
Bibliografia: · Bianca Rosa Gremo Zumaglin, Dalla madia al fuoco del camino, ed Leone Griffa · S. Doglio, Le cose buone del Piemonte: dolci, biscotti e golosità, UCCIAA del Piemonte
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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