TIRULËN
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: Il “Tirulën” è un biscotto dal gusto dolce amarognolo. Gli ingredienti usati per la preparazione del “Tirulën” sono: farina 00, zucchero, latte, burro, nocciole tritate, lievito in polvere, buccia grattugiata di limone. La preparazione di questo dolce astigiano prevede che venga preparato un impasto, mettendo la farina a fontana ed immergendovi nel vulcano tutti gli altri ingredienti necessari. Si procede ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Se si vogliono fare i “Tirulën” alla moda antica, si strappano tanti gnocchetti quanti ne vengono dall’impasto e, dopo averli passati nello zucchero, si mettono in forno a 200 gradi per una ventina di minuti. Oggi, questi biscotti hanno una forma simile a medaglie tonde e, nonostante si abbinino a tutti i vini dolci, la tradizione vuole che siano accompagnati da un ottimo Barbera.
ZONA DI PRODUZIONE: Il “Tirulën” è prodotto nella zona di Isola d’Asti (Asti).
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Le attrezzature utilizzate per la preparazione del “Tirulën” sono: impastatrice a spirale, colatrice, forno rotor. L’imballaggio del prodotto avviene manualmente.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di produzione e confezionamento di questo dolce rispettano le normative vigenti riguardanti l’igiene alimentare.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: Il “Tirulën” è un dolcetto tipico di Isola d’Asti, che trae il suo nome dal fatto che anticamente, dopo aver preparato l’impasto, si “strappavano”, si “tiravano” via degli gnocchetti e così come venivano, si passavano nello zucchero e si mettevano in forno. Dal 1970, la ProLoco di Isola d’Asti organizza la “Sagra del Tirulën e del Barbera”. Da quel momento il biscotto diventa il dolce tradizionale del paese.
Bibliografia: - Mario Busso, Carlo Vischi, Dolce & Piemonte, Associazione Vignaioli Piemontesi, 2000, p. 62.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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