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Gianduiotto

Dolci e Gelati (Cioccolata, Torroni e Confetti)
Piemonte

Gianduiotto - Prodotto tipico della Regione Piemonte - Categoria Dolci e Gelati - (Cioccolata, Torroni e Confetti)

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: Il celebre Gianduiotto è un cioccolatino a forma di spicchio o barchetta rovesciata, ottenuto impastando cacao, zucchero e le famose nocciole tonde gentili del Piemonte, rinomate per la loro qualità fine e gustosa. Il suo colore bruno varia a seconda delle miscele di cacao utilizzate, mentre la caratteristica forma deriva da antichi sistemi di lavorazione.

ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione del prodotto in oggetto comprende tutto il Piemonte.

PRESENTE SCHEDA: Nelle attuali produzioni industriali, il gianduiotto viene ottenuto con una pasta di cioccolato più
Il processo produttivo passa attraverso diverse fasi quali: miscelazione, raffinazione e concaggio a secco degli ingredienti (pasta di cacao, pasta di nocciola e zucchero). A questo punto della lavorazione, viene aggiunto all’impasto il burro di cacao e la miscela subisce nuove lavorazioni: stoccaggio, temperaggio, colaggio in stampi, raffreddamento, smodellaggio ed incarto.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di conservazione e confezionamento rispettano le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti.

VENTICINQUE ANNI: Nato nel 1865, il Gianduiotto è oggi conosciuto in tutto il mondo e, ovunque, parla della città di
Alcuni cronisti sostengono che l’invenzione della “pasta Gianduia” sia nata da uno stato di necessità: Napoleone, con il blocco continentale, aveva reso quasi impossibile ai confettieri piemontesi il rifornimento di cacao, il cui prezzo, nel frattempo, era salito alle stelle. Così, per continuare a produrre il cioccolato, gli ingegnosi subalpini avrebbero pensato di unire al cacao un frutto di casa: le nocciole. Già nel 1852, Michele Prochet produceva questa pasta di cioccolato e nocciole ma, solo nel 1865, vennero messi in commercio i “Gianduia”, popolarmente chiamati “gianduiotti”.
Per molti aspetti il gianduiotto è carico di significati allegorici legati al carnevale. Il profilo del cioccolatino ricorda l’ala del cappello della popolare maschera – come ebbe ad osservare il celebre burattinaio Giovanni Battista Sales. Simbolo di regalità è, invece, la stagnola che lo ricopre, una vera e propria novità per quei tempi: il gianduiotto è stato il primo cioccolatino ad essere incartato!
Agli inizi, la lavorazione era tutta manuale: la massa di cioccolato veniva impastata a mano poi lavorata con una coltella grande rettangolare e con una più piccola fino a ottenere una viscosità, una consistenza e una fluidità ottimali. Infine, sempre utilizzando le due coltelle, gli abili “cicolatè” scodellavano il cioccolatino dandogli la caratteristica forma a spicchio. Successivamente, si ottenne il gianduiotto per “estrusione”, producendo una pasta continua nella caratteristica forma a spicchio, tagliata in modo regolare dalle “cicolatere”. I gianduiotti venivano, poi, sistemati su fogli di carta velina in piccoli plateaux; dopo aver riposato in ambienti freschi, venivano ripresi e incartati manualmente.

FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002



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