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COPPI DI LANGA
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: I “Coppi di Langa” sono biscotti secchi prodotti artigianalmente con alcuni ingredienti caratteristici della tradizione piemontese: nocciola “Tonda Gentile delle Langhe e miele millefiori da apicoltura dell’Alto Monferrato. Gli ingredienti sono noti ma non la ricetta che è gelosamente custodita da una pasticceria di Canelli (Asti). La lavorazione ha inizio impastando il burro con lo zucchero e l’albume d’uovo, fino ad ottenere una crema omogenea; poi si aggiunge, sempre mescolando, farina di nocciole (ottenuta dopo tostatura, pelatura e macinazione di nocciole), miele, farina di grano tenero, lievito secco e sale. Dopo una notte di riposo a 4°C, la pasta viene stesa su di una sfogliatrice a 3 mm di altezza circa e, successivamente, tagliata e sagomata con rulli specifici. La cottura, ad una temperatura di 200°C per 15 minuti circa, avviene in teglie ondulate, disponendo i biscotti ad uno ad uno sulle teglie che conferiscono la classica forma dei coppi, le “tegole” delle tradizionali cascine di Langa.
ZONA DI PRODUZIONE: La zona di produzione dei “Coppi di Langa” è Canelli (Asti).
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Le attrezzature utilizzate per la preparazione dei “Coppi di Langa” sono: impastatrice a braccia tuffanti per l’impasto, raffinatrice a rulli di porfido per la macinazione delle nocciole e setaccio per la pelatura, sfogliatrice per laminare l’impasto, rullo formatrice, teglie in alluminio teflonate e forno di cottura. Il confezionamento avviene togliendo a mano dalle teglie i “Coppi di Langa” che vengono successivamente adagiati negli appositi alveari, sigillati in plastica termoretraibile per conservarne la fragranza e chiusi nelle apposite scatole.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove sono effettuate le operazioni di lavorazione, conservazione e confezionamento, rispettano le attuali normative riguardanti l’igiene degli alimenti.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: La produzione iniziò nel 1970 ad opera di un pasticcere di Canelli che iniziò nel 1970 ad elaborare e sperimentare una ricetta di biscotto secco a base di soli ingredienti tradizionali piemontesi. Inizialmente il prodotto era commercializzato come “tartelletta” ed era offerto insieme ad altra biscotteria; solo più tardi il biscotto assunse la caratteristica forma che ha tuttora.
Bibliografia: - Mario Busso, Carlo Vischi, Dolce & Piemonte, Associazione Vignaioli Piemontesi, 2000, p. 52.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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