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CÖPETA – COPPETTE DI S. ANTONIO
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: Gli ingredienti utilizzati per la preparazione della “Cöpeta” comprendono noci e nocciole tostate, miele, zucchero e ostie rotonde. I quantitativi sono variabili in funzione della quantità di prodotto che si vuole ottenere. La realizzazione di questo dolce prevede che si privino le noci delle pellicine, le si tritino e le si impastino con lo zucchero (caramellato al punto giusto portandolo a cottura in un apposito recipiente per alcuni minuti). Ottenuto un impasto piuttosto denso, lo si incorpora di nocciole tritate e miele, lo si dispone tra due dischetti di ostia, che hanno un diametro di 10 cm circa, e lo si lascia raffreddare. Si ottiene così una “Cöpeta” che ha un’altezza di circa 1 cm. Solitamente, viene preparata nella stagione invernale. Questo dolce si può conservare alcuni mesi in vaso di vetro ermeticamente chiuso in quanto teme l’umidità.
ZONA DI PRODUZIONE: La “Cöpeta” è un dolce tradizionale di Dogliani (Cuneo) e del monregalese e con il nome “Coppette di S. Antonio” lo si può trovare anche in alcune panetterie dell’alessandrino in occasione della festività di S. Antonio che si celebra il 17 gennaio.
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Non si segnalano particolari attrezzature e materiali impiegati per la preparazione, la conservazione e l’imballaggio della cöpeta.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: I locali dove vengono effettuate le operazioni di produzione e confezionamento di questo dolce rispettano le normative vigenti riguardanti l’igiene alimentare.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: La ricetta della cöpeta si tramanda almeno da quattro generazioni, di famiglia in famiglia. Nel medioevo i biscotti e la pasticceria secca erano preparati spesso dai monaci nei conventi. Spesso la tecnica era la stessa con cui preparavano le ostie per la messa. Le “cöpete” rappresentano una conferma di quest’antica tradizione.
Bibliografia: - Mario Busso, Carlo Vischi, Dolce & Piemonte, Il Gusto, 2000, p. 50-51.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
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