|
|
 |
|
|
ASIANÒT
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO E TECNICHE DI PRODUZIONE, CONSOLIDATE NEL TEMPO IN BASE AGLI USI LOCALI, UNIFORMI E COSTANTI: Gli “Asianòt” sono biscotti di pasta frolla. Seppure la ricetta degli “Asianòt” sia segreta, si è a conoscenza che essi sono fatti a mano ed hanno, quali ingredienti la farina, lo zucchero, le uova ed il burro.
ZONA DI PRODUZIONE: Gli “Asianòt” sono prodotti ad Asigliano Vercellese (Vercelli).
MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E L’IMBALLAGGIO DEL PRODOTTO INDICATO NELLA PRESENTE SCHEDA: Per la preparazione degli “Asianòt” si utilizza un’antica macchina in ferro.
DESCRIZIONE DEI LOCALI DI PRODUZIONE: Il locale di produzione (laboratorio artigianale di pasticceria) non presenta caratteristiche particolari ed è realizzato secondo le vigenti normative igienico-sanitarie.
DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE TECNICHE DI PRODUZIONE SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: Nel Comune di Asigliano Vercellese, si preparano dei biscotti di pasta frolla e taluni asseriscono che fossero i dolcetti preferiti della contessa Marianna Buronzo Signoris, dama di compagnia della Regina presso il Castello di Racconigi (Cuneo) e ultima nobildonna di una famiglia che aveva governato il Paese dal 1650 fino al 1856. Tali biscottini erano preparati soprattutto in occasione delle grandi feste che si tenevano nel parco della villa. Seppure le ospiti della contessa insistessero per ottenere la ricetta, questa rimaneva gelosamente custodita. Il segreto fu svelato dapprima dalla signora Lisot (Lucia), al servizio dei nobili più potenti della provincia all’epoca dei Bronzo-Signoris, alla nipote signora Mincota (Domenica) quando quest’ultima stava per lasciare casa per sposarsi e, poi, nel 1975 quando l’ormai novantenne nonna Mincota si ammalò. Fu così che, dopo 100 anni di segreto assoluto, quale riconoscimento per le cure e l’assistenza ricevute, la ricetta passò nelle mani di un noto pasticcere di Asigliano che incominciò, quindi, a proporla ai suoi clienti ed i dolcetti presero il nome di “Asianòt”.
Bibliografia: - Antonio Dattrino, Le origini degli Asianòt. - Sandro Doglio, Doli Biscotti & Golosità, Unione Camere Commercio Industria Artigianato Agricoltura del Piemonte, 1996, p. 30. - Mario Busso, Carlo Vischi, Dolce & Piemonte, Edizione Associazione Vignaioli Piemontesi, Cuneo, 2000, p. 72.
FONTE: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002
|
 |
|
|
|
|
|
 |
|