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Fichi sciroppati
Materia prima: fichi.
Tecnologia di lavorazione: i fichi ripuliti del loro involucro esterno, vengono messi a strati in una teglia sui quali si aggiungerà lo zucchero, succo di limone e un po' di scorza grattugiata. Si lasciano riposare per qualche ora, poi si mettono a bollire una prima volta multo lentamente badando bene che non si attacchino. Si lasciano riposare per 12 ore, quindi si pratica la seconda bollitura per un'altra ora. Una volta raffreddati si mettono nei vasi sterilizzandoli per 15 minuti circa. Alcuni aromatizzano con liquori, cannella, vaniglia, ecc. Si conservano al buio e al fresco.
Maturazione: 20 giorni circa.
Area di produzione: con poche varianti sull'intero territorio nazionale.
Calendario di produzione: autunno.
Note: i fichi così trattati sono ottimi per combattere la stitichezza, molto tonificanti (per chi fa attività fisica), diuretici, adatti a dare sollievo alle vie respiratorie. Il lattice della pianta di fico veniva (oggi un po' meno) utilizzato per la preparazione del formaggio, nonché per eliminare verruche e calli. Col nome di fighi segalini Giuseppe Maffioli ne rivendicava l'origine padovana raccomandando altresì di cogliere frutti non completamente maturi e di pungerli con un ago.
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