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Anguille scavecciate
Materia prima: anguilla "torta" o "pantanina".
Tecnologia di preparazione: a Orbetello le anguille che non vengono sfumate si adoperano per lo "scaveccio". Dopo la fase della smorchiatura vengono "sparate" (aperte) dalla cavità addominale fino alla testa, si lavano bene e si infilzano in uno spiedo della lunghezza di un metro mettendole ad asciugare all'aperto per qualche ora. Asciugate si tagliano a pezzi eliminando coda e testa. Si friggono in olio bollente fintantoché non diventano dorate. A parte si prepara una marinata con una parte di aceto e una di vino bianco facendola bollire con pezzi di salvia, aglio, rosmarino e peperoncino. Si lascia raffreddare e poi si versa sui pezzi di anguilla fritta sistemati in un vaso di vetro. Si conserva in frigorifero.
Maturazione: 12 ore circa.
Area di produzione: Orbetello (Gr).
Calendario di produzione: da aprile a luglio e da dicembre a gennaio.
Note: tradizionalmente accompagnate da patate lesse, a Porto S.Stefano e Monte Argentario le anguille scavecciate insieme a quelle sfumate e alla tonnina (tonno salato a tocchi e tagliato a fette sottilissime) vengono consumate durante le merende, in dialetto locale dette "saccandrelle", unitamente ai frutti stagionali della terra come funghi, ranocchi, lumachelle.
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