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Pane di Strettura
Composizione: a. Materia prima: farina di grano tenero, acqua, lievito naturale, lievito di birra, sale. b. Coadiuvanti tecnologici: c. Additivi:
Tecnologia di lavorazione: il lievito, conservato dalla panificazione precedente, viene sciolto in acqua tiepida leggermente salata. Quando è ben sciolto si aggiunge la farina tanta quanto basta per formare una pagnottella che si lascia lievitare dopo averla segnata a croce, per tutta la notte. Il mattino successivo il lievito così rinfrescato viene sciolto di nuovo nell'acqua tiepida e si incorpora la quantità di farina prevista per la panificazione. Si lavora a lungo l'impasto fino a raggiungere la giusta consistenza. Si lascia lievitare per diverse ore, poi si formano i classici "filoni" che, completata la seconda alzata, vengono cotti nel forno a legna.
Area di produzione: Strettura, in provincia di Terni.
Note: Strettura è un piccolo paesino che si trova tra Terni e Spoleto. Da molti anni i cultori del pane, quando passano da quelle parti, si fermano ad acquistarlo perché ancora fatto con la lievitazione acida e cotto nel forno a legna. In Umbria altrettanto noto è il pane di Montebibico, situato sempre sullo stesso percorso. Differiscono dal più noto e generico pane di Terni in funzione di un'acqua straordinaria e di alcune vecchie varietà di cereali, nonché della lavorazione tutta manuale.
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