AgriturismiUmbria.Net
Agriturismi, B&B e Case vacanza

Gnocco fritto

Pane e Pizze (Grano tenero)
Emilia Romagna

Composizione:
a. Materia prima: fior di farina di grano tenero, acqua, strutto.
b. Coadiuvanti tecnologici: pizzico di bicarbonato e di sale.
c. Additivi:

Tecnologia di lavorazione: la farina viene impastata con acqua tiepida, lo strutto, un pizzico di bicarbonato e di sale. Quando l'impasto è morbido, lasciarlo a riposo in luogo tiepido. La pasta viene stesa con il mattarello fino a formare una sfoglia sottile, tagliata a grossi rombi e punzecchiata con una forchetta. Si frigge in abbondante strutto caldo - oggi in parte sostituito dall'olio - si lascia sgocciolare e si consuma caldissimo, ma c'è anche chi lo preferisce il giorno successivo.

Area di produzione: in tutta l'Emilia.

Note: lo gnocco è una parola molto compromessa nella letteratura gastronomica. Di probabile derivazione longobarda, con il significato di "nodo", esso definisce oggi dei bocconcini impastati con farina e patate lessate ovvero - quando alla romana - degli impasti di semolino. Ma il sostantivo esisteva già. Nel Baldus - il poema eroicomico di Teofilo Folengo - troviamo le Muse intente a preparare gnocchi ben prima che venisse divulgato l'uso della patata. A Modena col nome di gnocco fritto si intendono quelle losanghe di pasta fritta che a Bologna vanno sotto il nome di crescentine. La storia della loro preparazione è legata alla cultura longobarda che disponeva di abbondante strutto e di una padella. Gnocco fritto, crescentina e torta fritta (questa la denominazione a Parma) sono ricette popolari che arrivano da lontano e molti raffinati cultori dicono che in quanto cibo non fermentato si accompagnano, meglio del pane, con prodotti fermentati come prosciutti, salumi e formaggi.