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Segnalato da:
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Michetta
Composizione: a. Materia prima: farina di grano tenero, acqua, sale, lievito naturale, un po' di lievito di birra durante i mesi invernali. b. Coadiuvanti tecnologici: c. Additivi:
Tecnologia di lavorazione: la stessa del panet (vedi scheda).
Area di produzione: Valle Maira, S. Damiano Macra, Cuneo.
Note: il termine mica - largamente diffuso in tutto il Norditalia - significava originariamente "briciola" e questo la dice lunga sulla rarità dell'alimento. Nel cuneese è usato per indicare le pagnotte di maggiori dimensioni. Ci sono miche di vario tipo e a Dronero, in Val Maira, dove il termine più usato è il provenzale "mico", un tempo erano di forma quadrata ripiegata a metà e si chiamavano "drone", da Dronero. Oggi non si fanno più e neppure i panettieri più anziani se ne ricordano. In alcune panetterie pagnotte dalla forma simile a quella delle "drone" si chiamano libro. Comunque le pagnotte assumono nomi diversi da forno a forno. I nomi più diffusi: grissa, dalla forma ovale allungata e divisa a metà; mica borgna (cieca, senza taglio in mezzo), grossa pagnotta ben lievitata non divisa a metà; liber, di forma quadrata divisa a metà. Nella bassa valle, comunque, la produzione è oggi alquanto simile a quella di qualsiasi negozio della regione. Solo qualche panettiere ha esclusivamente le forme tradizionali. (Informazioni di Donatella Acconci).
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